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Consiglio ad un principiante
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Caro Soen Sa Nim,
16 Febbraio 1975
Mercoledì sera ho ascoltato la discussione tra te e due tuoi allievi a Yale. Per me è stato molto importante vederti, ascoltare le tue parole e confrontarmi con gli altri presenti dato che fino ad adesso ho sviluppato il mio interesse allo Zen completamente da sola e la mia conoscenza viene solo dai libri. Per questo motivo lo Zen mi sembra spesso lontano e non adatto ai tempi moderni ed alla mia vita. Ho avuto la sensazione che il mio interesse per lo Zen fosse un tentativo inopportuno di scappare da questo mondo che non riesco a comprendere. Ma quando vedo altre persone che si muovono con leggerezza in questo mondo questa sensazione scompare ed il mio interesse per lo Zen cresce di nuovo. L’immediata praticità dello Zen ha portato a galla un gran quantità di domande, in particolare sulla pratica Zen stessa. Questo é anche il tema più importante della mia lettera.
Quali metodi di zazen consiglieresti ad un principiante? Per un mese ho praticato il semplice sedere contando le inspirazioni fino a 10. Mi consigli di continuare con questo metodo o di cambiarlo? Potresti darmi anche un consiglio su come si possa giorno per giorno agire in modo da arrivare ad una retta comprensione? Cerco di fare quello che va fatto senza girovagare per il mondo con il pensiero ed ho fatto già qualche passo avanti. Nonostante ciò, sono ancora convinta che non ci sia o non ci dovrebbe essere una linea di comportamento prestabilita per un retto agire. Per esempio, ho letto dei 16 grandi voti. Questi voti sono solo per chi ha raggiunto la “conoscenza” o possono essere applicati anche a chi non ha la conoscenza ultima e vengono quindi considerati come direzione per il retto agire sulla via per la conoscenza?
Ho letto dell’organizzazione di Sesshin per laici di circa una settimana in monasteri o centri Zen in modo da praticare e parlare con un maestro. Organizzate anche voi questi periodi nei vostri centri? Per favore, potrei avere informazioni più precise?.
Inoltre non so proprio in quale connessione siano la pratica di per se stessa e ciò che è stato tramandato per iscritto, con le storie e le spiegazioni sulla vera conoscenza e così via.... Ho letto molto e posso afferrare gli insegnamenti Zen razionalmente ed accettarli con l’intelletto. Ma non riescono ad entrarmi nella pelle perché non ne ho alcuna comprensione diretta. Per questo sono d’accordo con coloro che dicono che solo attraverso le parole non si può arrivare a nessuna vera comprensione, bisogna acquistarla attraverso la pratica. Ma tu utilizzi anche le parole per aiutare i tuoi allievi. Non lo capisco. Quando leggo, si fanno avanti pensieri su pensieri ed arrivo di nuovo a questo muro che non può essere superato con le parole. Per questo non voglio più scoprire dove conducono queste parole ma solo cercare di praticare, di meditare e di riflettere su chi o cosa scrive le parole, chi mangia, dorme ecc.... Ma mi chiedo se io possa veramente abbandonare ogni parola prima di averle consumate tutte. Credo che questo sia un mucchio abbastanza confuso di idee, ma forse tu potrai vedere attraverso il mio disorientamento.
Ho preso abbastanza del tuo tempo adesso e ti ringrazio molto per la tua attenzione. Saluti,
 

Patricia




Cara Patricia,
23 Febbraio 1975
Grazie per la tua lettera. Come va?
Scrivi di aver letto molti libri sullo Zen. Questo va bene ma finché pensi non puoi capire lo Zen. Tutto quello che può essere scritto in un libro, tutto quello che può essere detto – questo é tutto pensiero. Pensi ed allora tutti i libri sullo Zen, tutti gli insegnamenti Zen, tutte le bibbie sono solo parole di demoni. Ma se leggi con una mente che ha tagliato tutti pensieri, allora i libri Zen, i Sutra e le bibbie sono la verità. Allo stesso modo l’abbaiare di un cane o il canto di un gallo sono la verità!. Tutte le cose ti danno lezioni in ogni momento, e questi rumori sono persino meglio di leggere libri sullo Zen. Lo Zen porta alla mente che sta prima del pensiero. La conoscenza e gli studi accademici vengono dopo del pensiero. Dobbiamo tornare allo stato prima del pensiero. A quel punto conosceremo il nostro vero sé.
Hai detto nella tua lettera che usi il metodo di contare il respiro fino a dieci. Questo metodo non è né buono né cattivo. È certamente possibile sedere in questo modo per praticare, ma quando guidi la macchina, quando parli, quando guardi la televisione, quando giochi a tennis – com’è possibile contare il respiro? Il sedere è solo una piccola parte della pratica. L’importante della pratica Zen è tagliare ogni pensiero e tenere viva l’immobile mente. Per questo ti chiedo: “Chi sei?” Non lo sai; c’è ancora solo “Non lo so.” Tieni sempre viva questa mente-non-so. Quando questa mente-non-so diverrà chiara allora capirai. Tieni viva questa mente-non-so mentre guidi, allora quello è un guidare Zen. La tieni viva mentre parli, allora è un parlare Zen. La tieni viva mentre guardi la televisione, allora è un guardare la televisione Zen. Tieni viva questa mente sempre e dappertutto. Questa è la vera pratica Zen.

La grande via non è pesante
finché non fai nessuna distinzione.
Lancia via tutte le tue preferenze e le tue avversioni
e tutto sarà pienamente chiaro.

Per questo motivo lancia via tutte le tue opinioni, le tue preferenze e le avversioni e tieni viva solo questa mente-non-so che taglia tutti i pensieri. Hai tagliato tutti i pensieri, allora la tua mente è vuota. Questo è lo stato prima del pensiero. La tua mente che sta prima del pensiero e la mia mente che sta prima del pensiero e la mente di tutti gli uomini che sta prima del pensiero è la stessa. Questa è la tua sostanza. La tua sostanza, la mia sostanza, la sostanza dell’intero universo diventa uno. Di conseguenza gli alberi, le montagne, le nuvole e tu diventate uno. Quindi ti chiedo: “Tu e le montagne siete uguali o diversi?” Dii “uguali” e ti bastono trenta volte; dii “diversi” e ti bastono comunque trenta volte. Perché?
La mente che diventa uno con l’universo sta prima del pensiero. “Uguale” e “diverso” sono parole che indicano opposti. Vengono dalla mente che tutto divide. Per questo ricevi le bastonate, per una e per l’altra risposta. Quale sarebbe quindi una buona risposta? Se non capisci allora tieni solo viva la mente-non-so e troverai presto una buona risposta. Se l’hai già, mandamela per favore.
Mi chiedi perché uso le parole per insegnare quando una vera comprensione non è possibile attraverso le parole. Le parole non sono necessarie. Ma sono molto utili. Se ti attacchi alle parole, allora non potrai ritornare al tuo vero Sé. Non ti attacchi alle parole, presto realizzerai l’illuminazione. Pensi, allora le parole sono molto male. Non pensi, diverranno per te utili tutte le parole e tutto quello che puoi vedere, udire, odorare, assaggiare o sentire. Per questo per te è molto importante tagliare tutti i pensieri e non attaccarti più alle parole.
Qui c’è una poesia per te:

Buddha disse che tutto ha la natura di Buddha,
il Maestro Jo-Ju disse che un cane non ha la natura di Buddha.
Qual’è la verità?
Non appena apri la tua bocca vai all’inferno.
Perché?
KWATZ!!!
Le nuvole salgono in cielo.
La pioggia cade giù sulla terra.

Saluti, tuo


S. S.

P.S. Sesshin è una parola giapponese e significa ritirarsi per qualche tempo in meditazione, difatti un ritiro di meditazione. In Corea si chiama Yong Maeng Jong Jin, che significa: “Sedere come una tigre prima del salto.” Abbiamo periodi di ritiro in meditazione in ognuno dei nostri centri una volta al mese. Un ritiro di sette giorni nel centro Zen di Providence e ritiri di tre giorni nei centri di New Haven, Cambridge e New York. Sei la benvenuta ad ognuno di questi ritiri di pratica.




Caro Soen Sa Nim,
6 Aprile 1975
Grazie per la tua risposta alla mia ultima lettera. Ho cercato di seguire il tuo consiglio e di tenere viva la mente-non-so in ogni momento, ma non è stato così facile. Ho avuto spesso difficoltà come il sentirmi depressa, e mi risultava quasi impossibile sbarazzarmi di tutta la robaccia che ho accumulato in tanti anni. Quando penso alla domanda sul se io e la montagna siamo uguali o diversi mi viene sempre da piangere e devo lasciar stare. Mi sembra essere una domanda schiacciante.
In un primo momento ero molto entusiasta, felice e diligente. Tuttavia il mio entusiasmo si è smarrito, non sono più felice e diligente e questo mi fa ancora più triste. Cosa si può fare quando la mente molla così?
Sono contenta dell’apertura del centro Zen in New Haven. Forse si rilanciano le possibilità di incontrare la comunità e di riparlare con te della mia pratica.
Saluti

Patricia




Cara Patricia,
11 Aprile 1975
Grazie per la tua lettera. Scrivi che tenere viva la tua mente-non-so è molto difficile. Quando cerchi di controllare la tua mente ed i tuoi pensieri è difficile. Non devi controllare la tua mente. Pensare va bene. Non ti fare problemi su questo. Se non ti lasci sconvolgere dai tuoi pensieri non è più difficile tenere viva la mente-non-so. In un primo momento potrai trattenerla solo per un breve periodo. Ma dopo aver praticato seriamente crescerà da sé.
La tua mente è come il mare. Arriva il vento e si formano grandi onde. Si abbassa il vento e le onde si fanno sempre più piccole e piccole. Alla fine il vento scompare completamente ed il mare diventa uno specchio chiaro. A quel punto le montagne e gli alberi, tutto, si specchia sulla superficie del mare. Nella tua mente adesso ci sono molti pensieri-onde. Ma vai avanti ad allenare la tua mente-non-so e questi pensieri diventeranno a poco a poco sempre di meno, finché la tua mente rimarrà sempre chiara. La mente chiara è come uno specchio. Compare il rosso e lo specchio mostra il rosso; compare il giallo e lo specchio mostra il giallo; compare una montagna e lo specchio mostra una montagna. La tua mente è una montagna, la montagna è la tua mente. Non sono due. Per questo è molto difficile non attaccarsi al pensare od al non pensare. Non devi lasciarti far perdere la calma da quello che appare nella tua mente. Non te ne prendere cura e tieni viva solo la tua mente-non-so.
Scrivi che all’inizio eri molto entusiasta ma che adesso sei demoralizzata. Entrambi gli estremi non sono buoni. Funziona come con le corde di una chitarra: sono troppo tese, non suonano armonicamente e presto si romperanno; sono troppo lente, non sono ancora armoniche e non possono essere suonate. La corda deve essere tesa al punto giusto. Troppo entusiasta non va bene, troppo scoraggiata allo stesso modo non va bene. La mente Zen è la mente delle piccole cose di tutti i giorni. Devi sempre tenere viva questa mente durante tutte le tue azioni – mangiare, parlare, giocare a tennis, guardare la tv. Tieni sempre la mente-non-so. La cosa più importante è come tu punti la tua mente proprio al momento presente. Questa è la mente del qui ed ora. Quando hai tempo, allora è bene sedere e meditare. Se non hai tempo allora pratica lo Zen con tutto quello che fai. Ma fai attenzione al desiderio d’illuminazione. Questa è una pessima malattia dello Zen. Tieni viva la mente-non-so ed allora sei l’intero universo e l’intero universo è te. In questo modo hai già ottenuto l’illuminazione. Volere l’illuminazione non è nient’altro che pensare. Se dipingi delle gambe al disegno di un serpente aggiungi semplicemente qualcosa in più. Il serpente è già di per se stesso completo così com’è. La verità è già lì, direttamente davanti ai tuoi occhi.
Il nostro centro Zen in New Haven verra aperto presto. È vero, il contatto con gli altri allievi aiuterà la tua pratica. Le azioni svolte insieme sono importanti per i praticanti Zen. Fare le prostrazioni insieme, cantare, sedere, mangiare – ciò comporta che le tue personali situazioni, le tue esigenze, le tue personali opinioni possano sciogliersi più facilmente. Zen è il lavoro dell’ottenere una mente vuota. Hai una mente vuota non appena scompaiono tutte le tue opinioni. A quel punto avrai compreso la vera vacuità e raggiungerai le tue vere situazioni, le tue vere esigenze e le tue vere opinioni. Spero che tu possa venire presto nel centro Zen di New Haven, lì praticare diligentemente, realizzare presto l’illuminazione e salvare tutti gli esseri senzienti dalla sofferenza.
Saluti, tuo

S. S.




Caro Soen Sa Nim,
14 Aprile 1975
Molte grazie per la tua ultima risposta alla mia ultima lettera. È stata molto incoraggiante ed ha aiutato la mia mente ed il mio esercizio.
Nonostante ciò ho ancora problemi con la pratica, huf. Il mio serio interesse allo Zen è nato dopo un periodo di quattro mesi in cui avevo letto alcuni libri sullo Zen. Questi libri hanno fracassato le idee più basilari sulla mia vita e me ne hanno sollevato. Dopo ho capito che praticamente non conosco/capisco niente e tutto è diventato una grossa domanda. Quando adesso medito e mi chiedo “Chi sono io?”, so che non so niente. In questo modo è per me difficile porre la domanda con enfasi ed in modo sistematico. Posso ascoltare ed osservare ma è difficile domandare perché non ho alcun punto fisso da cui porre la domanda. Suppongo di farmi troppi pensieri sulla forma della domanda che non è importante mentre dovrei semplicemente porla con tutto il cuore, qualunque sia la forma. È giusto?
Oltre a ciò vorrei ancora dirti qualcosa. Più considero lo Zen come funzione naturale della mia vita e più avverto scorrere in me un forte ed ampio fiume d’amore. Lo sento nelle tue lettere, nel contatto con Mu Gak ed altri tuoi allievi e lo sento in me stessa. Amo la mia famiglia ed i miei amici come mai prima e questo mondo mi sembra molto più meraviglioso come non avevo mai capito prima. Anche se non realizzassi mai l’illuminazione, ho già ottenuto molto attraverso la pratica Zen da essere per sempre riconoscente.
Saluti

Patricia




Cara Patricia,
3 Maggio 1975
Grazie per la tua lettera. Scusa la mia risposta un po’ tarda ma sono stato fino a qualche giorno fa a New York per l’inaugurazione del nostro centro Zen e la tua lettera non mi è stata rispedita lì. L’ho vista per la prima volta ieri.
Scrivi che ti abbiamo aiutato con la pratica. Molto bene. La pratica Zen è molto importante. Ci si deve decidere a praticare e questa decisione si deve prendere presto. Questo richiede l’avere una grossa convinzione, grosso coraggio e grandi domande.
Cos’è la grossa convinzione? Grossa convinzione significa che in ogni momento tieni la tua mente calma, che la tua mente ha deciso per la pratica qualunque cosa appaia. È come con una gallina che cova il suo uovo, si siede, se ne prende cura e lo riscalda. Se è disattenta o negligente l’uovo non verrà covato e nessun pulcino ne sbucherà fuori. Mente Zen significa sempre e su tutto credere in se stessi. Io credo di diventare Buddha e salvare tutti gli esseri senzienti.
Cos’è grosso coraggio? Significa porre tutta la propria energia in un punto. Come un gatto che caccia un topo. Il topo si è rifugiato nella sua tana ma il gatto aspetta fuori per ore senza il minimo movimento. È completamente concentrato sulla tana del topo. Questa è la mente Zen: tutti i pensieri sono tagliati e tutte le energie sono indirizzate in un punto.
Cos’è grossa domanda? È come un bambino che pensa solo a sua madre. O come un uomo assetato che pensa solo all’acqua. Questa viene chiamata una-mente. Poni le domande con grande sincerità/schiettezza e ci sarà solo la mente-non-so.
Se non dimentichi mai questi tre punti – grossa convinzione, grosso coraggio, grossa domanda – otterrai presto l’illuminazione. Scrivi nella tua lettera che la pratica è difficile. Questo è il tuo pensare. Lo Zen non è difficile. Se dici che è difficile, ciò significa che controlli le tue situazioni, esigenze ed opinioni. Per questo dici che lo Zen è difficile. Se tieni viva la mente che sta prima del pensiero, allora lo Zen non è più difficile. E non è neanche facile. Allora è solo come è. Non farlo né difficile né facile. Continua semplicemente a praticare.
Dici che i libri che hai letto hanno fracassato le tue convinzioni. Questo va molto bene. Ma fracassare non è esattamente fracassare. Prima la tua veduta era un inganno. Adesso è giusta. Prima le tue convinzioni erano come il desiderio di reggersi all’arcobaleno. Ma l’arcobaleno scompare velocemente. Non è mai veramente esistito. Tutto è semplicemente com’è. Prima credevi che tutto fosse esistito. Adesso capisci che tutto è vuoto. Devi fare ancora un passo. Credere o non credere, non fracassare o fracassare – tutto ció è ancora nello spazio degli opposti. Devi lanciare via tutti gli opposti, allora la verità sarà semplicemente così. Scrivi che tutto è stato fracassato, questo “fracassare” è comunque ancora un attaccamento a nomi e forma. Originariamente c’è solo vacuità. Non c’è né un fracassato né un non-fracassato. Questo è lo spazio dell’assoluto. L’assoluto è la vera vacuità; la vera verità viene prima del pensiero. Prima del pensiero tutto è così come è. La forma è forma, la vacuità è vacuità. La tua mente-non-so sta prima del pensiero, questa è la vera vacuità, il vero assoluto, il tuo vero te stesso. I nomi sono diversi ma sono tutti nomi per la mente chiara. La chiara mente originaria non ha né nomi né forme. Non ci sono parole per descriverla. Quando apri la tua bocca hai già sbagliato. Per questo il Maestro Lin Chi gridava sempre “KATZ!!!” quando gli veniva posta una domanda. Dok Sahn rispondeva sempre con una bastonata. Ku-ji alzava solo un dito. Se non ti attacchi al KATZ, ad una bastonata o ad un dito allora capirai che tutte queste azioni portano la chiara mente ad emergere. Le diverse azioni sono solo diversi metodi per riportare l’attenzione sulla chiara mente. Non è possibile spiegare la mente chiara con le parole; per questo i Maestri Zen usano il gridare, il bastonare od il sollevare un dito come spiegazione. Ma devi lasciare andare anche questo! KATZ non è nient’altro che KATZ, bastonare è solo bastonare, un dito è solo un dito. Questo devi capirlo. Scrivi: “So che non so niente”, allora non va bene. Per favore non controllare la tua mente-non-so.
Vivere è Zen. Alcuni uomini dicono che vivere è soffrire. Qual’è la differenza? Agisci con la convinzione “la mia vita è Zen”, allora la tua vita diventa Zen. Qualcuno agisce con la convinzione che “la mia vita è sofferenza”, allora la sua vita sarà sofferenza. Per questo tutto dipende da come tieni la tua mente in questo momento! Questa mente-qui-ed-ora prosegue e diventa la tua vita come un punto prosegue in una linea diritta. Ti piace lo Zen e per questo la tua vita è diventata Zen. Adesso pensi che il mondo è meraviglioso. La tua mente è meravigliosa, per questo pensi che tutto il mondo è meraviglioso. Se ottieni l’illuminazione capisci che tutti gli uomini soffrono molto e per questo anche la tua mente soffrirà. Questa è la grossa sofferenza. Per questo devi prendere la grande Via del Bodhisattva e salvare tutti gli uomini dalla sofferenza. Spero che tu, sempre e su tutto, tenga viva la tua mente-non-so, in modo che tu possa presto ottenere l’illuminazione e salvare tutti gli esseri.
Qui c’è ancora una domanda per te. Una volta qualcuno chiese al grande maestro Dong Sahn: “Cos’è Buddha?” Dong Sahn rispose: “Tre once di lino”. Cosa significa?
Aspetto una buona risposta.
Saluti, tuo

S. S.