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Il seguente scritto è la risposta ad alcune domande poste da un praticante.
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Come si può conciliare l'identità buddhista con la cultura
occidentale? Non si viene a creare un inevitabile contraddizione fra
concezioni religiose molto diverse fra loro?
Pur essendo buddhista mi sento pienamente occidentale e, non per
questo, parte dell'identità cattolica. Penso che le due cose siano perfettamente scindibili. Perché dovere considerare la "nostra" identità culturale come un qualcosa di monolitico, permanente
e immutabile? Allora anche gli ebrei europei dovrebbero sentirsi parte
dell'identità cattolica? e gli atei (quelli veri, alla B.Russell o
Margherita Hack)? La realtà è che una cultura è costituita da
svariatissimi elementi che sono venuti a intrecciarsi insieme nei
vari periodi storici, influenzandosi a vicenda. La storia ci dice
chiaramente che ogni periodo ha una sua nascita, sviluppo, apice,
decadenza e trasformazione. Nulla permane uguale per sempre (per
fortuna!). Quale può essere allora definita la nostra identità
culturale? quella di adesso, quella dei nostri genitori, dei
nonni, bisnonni, dell'Impero Romano o dei Greci? O quella del futuro? Non vedo nessuna "identità" (un qualcosa sempre uguale a se stesso) in essi. Aggrapparsi a una
tale illusione contrapponendola ad altre è fonte, oltre che di
illusione, di grande sofferenza. Se non ci fosse il mutamento non
potrebbe esserci miglioramento e progresso. I gay sarebbero condannati
per sempre da concezioni religiose omofobe.
Il fatto che Gesù sia stato un personaggio storico che ha enormemente
influenzato il mondo occidentale, per me è irrilevante dal punto di
vista della fede, non mi fa credere che lui sia il salvatore o pensare
che i suoi insegnamenti siano la verità assoluta. La realtà e la verità non sono la stessa cosa. Per me è indifferente se è esistito o meno, e lo stesso anche per Buddha,
perché non è importante credere nella sua persona ma praticare i suoi
insegnamenti per migliorarsi e realizzarsi nella vita presente.
Certamente anche Gesù e il suo bagaglio religioso ebraico
originalmente non erano parte del mondo occidentale ma lo sono
diventati nei secoli attraverso un lento processo di assorbimento.
I processi dei mutamenti culturali nel mondo sono avvenuti in
passato, avvengono tuttora e avverranno sempre per via di nuove
influenze culturali estranee. Opporsi a ciò è inutile e illusorio.
Mi piace molto il libro di Augias "Inchiesta su Gesù" in cui presenta
Cristo come una figura storica al pari di Napoleone, Garibaldi ecc..
Interessante quando fa notare che un detto popolare preso dal Vangelo "è più difficile per un ricco entrare nel regno dei cieli che per un
cammello passare per la cruna di ago", a causa dell'errata traduzione
ha influenzato erroneamente per secoli fino ad oggi la cultura
occidentale. L'errore, compiuto secoli fa nella traduzione
dall'aramaico al greco della parola "gomena", tradotta erroneamente
come cammello, avrebbe dovuto invece rendere logicamente la frase ".... che per una gomena passare per la cruna di un ago!".
Pensate come uno sbaglio sia diventato un elemento di identità
culturale per secoli e secoli! Si può ancora credere all'infallibilità
e verità assoluta di una "nostra" presunta identità culturale?
Quindi non si tratta di negare la cultura occidentale ma solo
quelle concezioni che tendono ad assolutizzarla.
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