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Nel Buddhismo si distinguono due tipi di Saddha( fede o fiducia) : amulika e akaravati. Il primo rappresenta la fede cieca, fede in un potere esterno come in un dio o in qualche altro principio superiore. Questo tipo di saddha è considerato come un ostacolo alla via della liberazione.
Il secondo tipo rappresenta invece la fiducia ragionevole ed è incoraggiata nella pratica.
Il Buddha incoraggiò la libertà di pensiero e investigazione ( quindi un certo scetticismo) in vari sutta( discorsi) come nel Kalama e nel Vimamsaka sutta. Nel primo invita a non accettare qualcosa per pura fede, per quanto sacra possa essere la sua fonte di provenienza. Nel secondo il Buddha incoraggia i praticanti a investigare persino il Buddha stesso per accertasi della veridicità della sua illuminazione e delle sue parole. Questo approccio alla libertà di pensiero e di investigazione produce una fede ragionevole ed è considerata essenziale per cominciare e proseguire nel sentiero spirituale.
La fede o fiducia nel sentiero può cominciare con l’avvicinarsi a un maestro di una determinata tradizione. La figura del maestro è importante nelle tradizioni tibetane (lama-guru) e in quella zen, meno in quella theravada dove il maestro e più un insegnante.
Comunque poi bisogna andare oltre questo livello di saddha. Dopo aver ascoltato, ponderato e studiato il Dharma (insegnamento) si dovrebbe cercare di praticarlo e realizzarlo da sé. In tal modo il saddha iniziale viene gradualmente sostituito dalla propria esperienza che sfocia nella saggezza. Il punto più elevato si raggiunge quando Saddha diventa Panna facendo diventare il Dharma non più l’oggetto di comprensione ma un’esperienza in se stessa.
Saddha può nascere dalla sofferenza constatando di persona che nella vita si fanno tante esperienze amare e sofferenti ( prima nobile verità), ma può nascere anche dalla fascinazione verso il Dharma, verso il Buddha, un maestro ecc.. le possibilità sono molteplici come ci viene raccontato nei sutra.
Saddha è un fattore mentale che tutti abbiamo, possiamo essere intellettuali, emotivi o impulsivi, non importa, è solo questione di coltivarlo in noi, come anche tutte le altre buone qualità spirituali, e abbandonare quelli nocivi.
Taeri sunim _/|\_
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