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Ko Bong è stato uno dei più grandi maestri Zen in Cina durante la dinastia Sung.
All'età di 20 anni il suo insegnante gli diede il seguente Kong-An: “Dove ero prima di essere nato e dove sarò una volta morto?” Meditando con questo Kong-An si sentiva come un viaggiatore perso in una foresta senza luce. “A quel tempo”, scrisse successivamente, “ero del tutto preso dal mio accecamento.” Passarono tre anni e Ko Bong lottava giorno e notte con il suo Kong-An, ma era incapace di mantenere il più modesto grado di concentrazione. Alla fine preso dalla disperazione decise di andare dal famoso Maestro Zen Seorl Am. Ko Bong gli descrisse i suoi tentativi inutili di penetrare il Kong-An e lo pregò d’aiutarlo.
“Ci è stato narrato”, disse il maestro, “che tutti gli esseri hanno la natura di Buddha. Questo è l’insegnamento di tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro. Ma quando un monaco venne dal maestro Zen Jo-ju e chiese se un cane avesse la natura di Buddha, Jo-ju disse – No!. – Cosa significa questo – no - ?
Ko Bong rimase come stordito. Mentre si consultava per dare una risposta, il maestro prese il suo bastone lo colpì violentemente con il suo bastone cacciandolo fuori.
Colmo di dolore e di umiliazione Ko Bong fece ritorno al suo monastero. Non poteva più smettere di continuare a pensare alla domanda del maestro. Cosa poteva significare? Di colpo si accese nella sua mente la comprensione, brillava come una fiamma in una stanza buia fino a diffondersi in tutto il suo essere. Anche il Kong-An originario - dove ero prima che fossi nato e dove sarò una volta morto? – adesso gli sembrava chiaro.
Il giorno successivo, mentre lavorava nell'orto del monastero, Seorl An venne in visita. Disse: “Buona mattina. Come procede la tua ricerca?”
Ko Bong rispose: “Se si uccidono tutti i desideri cercando, sicuramente si troverà quello che si è cercati.”
D’improvviso il maestro lo prese per il colo e gridò: “Chi si trascina dietro questa salma?” Nonostante Ko Bong avesse profondamente compreso il Kong-An, era come paralizzato e potette solo fissare se stesso come un imbecille. Il maestro lo spinse indietro ed andò.
Ko Bong era così turbato dal suo nuovo fallimento da non riuscire a dormire per diversi giorni. Quindi una notte, gli comparse in sogno il suo vecchio maestro dandogli il seguente Kong-An: “Tutto ritorna all’uno; a cosa ritorna l’uno?” Non appena si svegliò realizzò che tutti i suoi dubbi e domande erano cresciuti insieme in una grande massa che si premeva come una grossa roccia sul suo cuore. Per cinque giorni si mosse come stordito. Il sesto giorno andò nell’atrio del grande monastero dove i monaci tenevano una cerimonia in memoria del deceduto quindicesimo patriarca della scuola di Lin-Chi. Con questo intento avevano appeso un quadro del Patriarca sotto al qualche scrivettero le seguenti righe:
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Trentaseimila spuntar del giorno
in cento anni.
Non sai ancora,
che quello è sempre lo stesso vecchio uomo? |
Non appena Ko Bong lesse l’ultima parola, in lui esplose la comprensione. Più tardi scrisse: “In quel momento l’universo mi si manifestava come se fosse spaccato in piccolissimi pezzi e l’intera terra fosse diventata completamente piatta. Non c’era più un io, non più una terra. Era come se un specchio avesse riflettuto un altro specchio. Chiesi a me stesso diversi Kong-An, e le risposte erano chiarissime.”
Il giorno successivo andò da Seorl Am. Il maestro gli chiese: “Chi si trascina dietro questo corpo senza vita?”
Ko Bong gridó: “KATZ!!!”
Il maestro prese il suo bastone ma Ko Bong colpì con il bastone le mani del maestro e disse: “Ho-ho. Oggi non mi puoi bastonare.”
Il maestro disse: “Perché no?”
Ko Bong si alzò ed uscii.
Qualche tempo dopo arrivò un altro maestro Zen in visita da Ko Bong e disse: “Le mie congratulazioni, ho sentito che hai ottenuto la grande illuminazione.”
Ko Bong rise: “Grazie.”
Il maestro disse: “Puoi mantenere questo stato rettamente tutto il tempo?
“Si, naturalmente.”
“Anche quando lavori, dormi o sogni?”
“Si, persino nei sogni.”
“E come è nei momenti in cui dormi senza sognare?, quando non c’è niente da vedere e da sentire e non c’è nessuna coscienza. Dov’è la tua illuminazione?”
Quando il maestro vide che Ko Bong non poteva rispondere commentò: “Vorrei darti un consiglio. Quando hai fame, mangia; quando sei stanco, riposati; nello stesso minuto in cui ogni mattina ti svegli chiediti – Chi è il maestro di questo corpo?, e dove vive? – Questo ti porterà alla comprensione ultima!”
Ko Bong decise di lavorare su questa domanda senza sosta a costo di diventare pazzo.
Cinque anni passarono.
Un giorno Ko Bong si trovava con un amico in pellegrinaggio nel nord della cina. Sulla via fecero sosta in una locanda. L’amico era molto stanco e s'addormentò subito. Ko Bong si sedette in un angolo e meditò. D’improvviso, l'amico addormentato si mosse facendo cadere il suo cuscino di legno sul pavimento. Ko Bong sentì il rumore, la sua mente esplose e l’intero universo venne inondato di luce. Non capiva più solo i suoi Kong-An ma anche tutti i Kong-An che ci sono stati tramandati da Buddha e patriarchi. Si sentii come un grande viaggiatore che alla fine arriva a casa. In questo momento di grande risveglio scrisse le seguenti righe:
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L’uomo che l’ha ottenuto,
è lo stesso uomo che è stato dall’inizio a qui.
Fa quello che ha sempre fatto.
Niente è cambiato. |
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